Fotografia panoramica delle Dolomiti, prato verde e cielo azzurro Museo Ladino di San Martino in Badia Uomo con macchina fotografica dietro ad un albero Chiesa di Rio Pusteria
unico nelle Alpi

Cosa vedere nell'area turistica di Plan de Corones

Durante le vostre vacanze, non perdetevi i monumenti, le chiese e i castelli che vale la pena vedere a Brunico, San Martino in Badia, Monguelfo e in altre stupende località. A Plan de Corones vi invitiamo a visitare alcune delle più significative bellezze naturali e culturali.

Approfittatene, scegliete l'hotel di Plan de Corones che fa per voi e godetevi una vacanza speciale!

  • Il Castello di Tures

    Il castello di Tures si erge all' ingresso della Valle Aurina, coronato dai ghiacciai delle Alpi Aurine, circondato dai boschi, ai piedi del castello si estende il bel paese di Campo Tures e l'ampia e verde conca omonima; questa è la bellissima immagine che si presenta alla vista di tutti. Sotto il castello la strada che un tempo passava di qui era chiusa da mura merlate e da un arco a tutto sesto. Il sentiero del castello conduce per un ponte levatoio sopra il fossato ed attraverso un portone ad arco acuto in un cortile quadrangolare con due torrette rotonde ai lati. Sopra il portale e presso le torrette si trovano la botola, da cui venivano versati liquidi bollenti sugli invasori, e delle alte feritoie. Si prosegue poi per un altro ponte levatoio e tre portali nell'acqua verso la corte sovrastata sulla destra dall'alto mastio. La torre quadrangolare con il portale, due torrette rotonde, il cammino di ronda a sud ed il tratto sud-occidentale sono state costruite in un periodo successivo (epoca di costruzione: le mura più antiche ancora dell'XI secolo, le bifore intorno alla metà del XIII secolo e la parte gotica dal 1483 al 1541).- Nella corte trovate un pittoresco pozzo coperto da un tetto ottagonale a piramide che forse, in origine, era una fucina. Nel cortile si trova anche il cosiddetto granaio, una costruzione alta che sopra il pianterreno presenta tre file di finestre gotiche con croci di pietra. Nel tratto sudoccidentale ben restaurato si trovano locali abitativi disposti in maniera irregolare, in parte con semplice rivestimento ligneo e soffitti a cassettoni del XVI e XVII secolo e diversi sporti. Prima del XIII secolo vi abitavano i signori di Tures, nobili liberi, una delle casate più illustri del Tirolo che si estinse però già nel 1340. Nel XV e XVI secolo venne adibito a vasta residenza.
    Già castello dei signori di Tures, nel 1977 esso è divenuto proprietà del Südtiroler Burgeninstitut. Il castello, completamente ammobiliato ed in ottimo stato di conservazione, viene considerato uno dei castelli più belli e più grandi di tutta l'area tirolese. Dei 64 vani circa due terzi sono rivestiti in legno. Particolarmente preziosi sono gli affreschi della cappella ad opera di Friedrich Pacher.

    Castello di Tures
    Via Winkel, 4
    39032 Campo Tures
    Tel.0474/678543
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    www.burgeninstitut.com

  • Ehrenburg (Casteldarne)

    La residenza dei conti Künigl, è situata nella Val Pusteria sulla riva sinistra del fiume Rienza, ai piedi del monte Gezzo. Il castello a tutt'oggi proprietà dei conti Künigl, è uno dei pochi castelli ancora completamente arredati. Per questo motivo offre al visitatore una documentazione della cultura abitativa signorile dei tempi passati. L'interessante costruzione si articola in due parti: verso sud il tratto antico, che non ha subito quasi alcun rifacimento, verso est la parte barocca del 1700. L'importante cortile ad arcate nella sua armonia architettonica, nella sua particolarità e bellezza, rappresenta il fulcro della parte più recente del castello. Su tre lati si elevano le arcate poggiate su colonne di granito con capitelli finemente lavorati. Pochi anni fa subì il restauro con l'aiuto della Fondazione Messerschmid e appare oggi nella sua veste barocca.

    Casteldarne
    39030 Chienes
    Tel.0474/565221 - Fax.0474/565221

  • Falzes - Erboristeria Bergila

    Visitate la distilleria di olio di pino mugo ad Issengo. Dal 1912 porta avanti una distillazione secondo metodi tradizionali antichi.
    Nella distilleria antica potete assistere a come vengono distillati gli oli essenziali secondo metodi tradizionali antichi. In più potete visitare anche il giardino d'erbe nel quale vengono coltivate più di 70 varietà di piante officinali, rispettando le fasi lunari secondo il calendario lunare di Maria Thun.

    Bergila, di Niederkofler Franz
    via Treyen, 9 - Issengo
    I - 39030 Falzes (BZ)
    Tel. +39 0474 565 373
    Fax:+39 0474 561 591

  • Bressanone - Museo Diocesano

    Il Museo Diocesano, fondato nel 1901, è situato nel Palazzo Vescovile di Bressanone dal 1976. Questo palazzo, residenza dei principi vescovi dal 1250, è stato sede vescovile fino al 1964. La mostra di sculture, dipinti e artigianato artistico percorre la produzione artistica sacra dal romanico fino all'era moderna. Molto interessanti, e non solo a livello regionale, sono la raccolta di crocefissi e madonne romanici, la varietà di sculture e tavole gotiche, oltre ai manoscritti medievali. Vengono mostrate preziose croci d'arte orafa e oggetti in avorio del tesoro del Duomo. Nella produzione artistica tardo gotica dell'area brissinese si distinguono le opere di Michael Pacher e Hans Klocker. Il museo ne raccoglie numerose e importanti testimonianze. Solo a partire dal 1530 l'arte locale si apre all'influsso del Rinascimento che proviene da Augsburg e Norimberga. La visita passa anche attraverso la chiesa di corte in stile barocco, che venne realizzata da Cristoforo Benedetti, J.G.D. Graßmair e Kaspar Waldmann. Di grande valore inoltre è la raccolta dei pittori barocchi tirolesi, nella quale si impone l'opera di Paul Troger.

    Bressanone - Museo Diocesano
    Piazza Palazzo Vescovile, 2
    39042 Bressanone
    Tel.0472/830505 - Fax.0472/208282
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    www.dioezesanmuseum.bz.it

  • Valle Aurina - Museo mineralogico

    Campioni di minerali provenienti dagli Alti Tauri, raccolti in un lavoro decennale da Josef Kirchler, sono l'affascinante testimonianza della formazione delle Alpi. Dalle Alpi Zillertaler e dagli Alti Tauri provengono gli oltre 750 minerali esposti: cristalli di rocca che rappresentano il cristallo ideale, con la loro trasparenza, ricordano i ghiacci perenni delle più alte cime; feldspati, rutili, ametiste viola, fluoriti, apatiti brillanti, smeraldi e titaniti, che con il loro verde profondo, ammaliano chi li osserva. Fra i più grandi quarzi affumicati dell'Alto Adige spicca il famoso cristallo di rocca 'ritorto' proveniente dalla miniera di Predoi.

    Museo mineralogico
    S. Giovanni, 3
    39030 Valle Aurina
    Tel.0474/652145 - Fax.0474/652011
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    www.museo-mineralogico.it

  • Brunico - Museo civico di Brunico

    Rifondato nel 1990 e riaperto nel 1995 nelle ex-stalle della posta, il Museo civico di Brunico esiste già dal 1912. Nel 1939-40 il museo fu sciolto durante il fascismo e gli oggetti del museo furono in buona parte portati a Bolzano. Il nuovo museo oggi contiene una parte della raccolta storico-artistica dell'antico Museo civico di Brunico (sculture e dipinti di Michael e Friedrich Pacher). Grande rilievo viene dato inoltre alla raccolta di grafica moderna e contemporanea di artisti regionali. Una sezione particolare è formata da 'grafica e letteratura' con molti autori ed artisti contemporanei.

    Museo civico di Brunico
    Via Bruder Willram, 1
    39031 Brunico
    Tel.0474/553292 - Fax.0474/410685
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    www.stadtmuseum-bruneck.it

  • Brunico - Museo etnografico

    Fondato nel 1976, il Museo etnografico è il più antico dei Musei Provinciali dell'Alto Adige. Nell'imponente residenza pusterese Mair am Hof e nel museo all'aperto le case della borghesia si alternano a quelle dei contadini e delle genti più umili e ad alcune opere di tecnica rudimentale di un tempo. Il Museo etnografico offre la possibilità di esplorare il passato sotto il profilo socioculturale in un percorso didattico che ripercorre le tappe principali della quotidianità di fattorie, campagne e laboratori artigiani.

    Museo etnografico
    Via Herzog Diet, 24
    39031 Teodone
    Tel.0474/552087 - Fax.0474/551764
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    www.museo-etnografico.it

  • San Candido - Dolomythos

    Rappresentazione delle Dolomiti quale ambiente vitale e culturale attraverso i fossili, i minerali, i miti e le saghe.

    Dolomythos
    Villa Wachtler
    Via P. P. Rainer, 11
    39038 San Candido
    Tel.0474/913255 - Fax.0474/913092

  • San Candido - Museo della Collegiata di San Candido

    La casa all'ombra della chiesa del Convento di San Candido può essere considerata fra le più antiche costruzioni dell'Alta Pusteria. In essa sono ospitati il museo, l'archivio e la biblioteca della Confraternita di San Candido. Il tesoro del Duomo, l'arte sacra della chiesa e una raccolta di manoscritti danno testimonianza dell'attività intellettuale e spirituale della più antica collegiata del Tirolo. Gli oggetti preziosi qui esposti sono in gran parte opere di artisti locali che furono eseguite su incarico dei canonici o di ricchi possidenti di San Candido.

    Museo della Collegiata di San Candido
    Via Atto, 3
    39038 San Candido
    Tel.0474/913278

  • Villabassa - Museo del turismo dell'Alta Pusteria

    Villabassa ha avuto un ruolo pionieristico, iniziato 150 anni fa, nello sviluppo turistico della regione tirolese e dell'Alta Pusteria, in quanto collegata dal 1871 con le grandi città attraverso la 'ferrovia meridionale'. Il museo locato nella Casa Wassermann permette di ripercorrere il cammino storico dagli inizi del turismo elitario al turismo odierno, con riferimento ai primordi del turismo (antichi alberghi e osterie, numerosi bagni termali), alla costruzione della ferrovia della Pusteria e alle origini dell'alpinismo nella regione.

    Museo del turismo dell'Alta Pusteria
    Casa Wassermann
    Via Hans Wassermann 8
    39039 Villabassa
    Tel.0474/745136 - Fax.0474/745283

  • Campo Tures - Museo parrocchiale Taufers

    Già al tempo dei nobili di Tures (1559) l'edificio a due piani che ospita il Museo parrocchiale Taufers serviva quale magazzino per la raccolta delle decime, che venivano suddivise fra il giudice dei Signori di Tures e il parroco della canonica. Nel 1984 il decano Munter raccolse e pose in salvo in questo luogo un certo numero di opere d'arte, provenienti dalle chiese e cappelle di Campo Tures, aggiunte a donazioni di provenienza pubblica o privata. Gli oggetti della mostra non sono veri pezzi da museo in quanto vengono usati saltuariamente per uso liturgico. Una guida alla chiesa parrocchiale, capolavoro del tardo gotico pusterese, conclude la visita al museo.

    Museo parrocchiale Taufers
    Via Parrocchia, 14
    39032 Campo Tures
    Tel.0474/678060

  • Sesto - Museo Rudolf Stolz

    Il museo di Sesto, inaugurato nel 1969, espone in due sale soprattutto progetti e bozzetti dei molti affreschi oltre a studi, acquerelli e lavori grafici del famoso pittore sudtirolese Rudolf Stolz (1874-1960). Fra le sue opere principali sono da annoverare la 'danza della morte' nel cimitero di Sesto e molti affreschi sulle arcate dello stesso. Per onorare la sua opera il Comune di Sesto fece costruire sulla piazza principale un museo su progetto del genero dell'artista, l'architetto Erich Pattis. Del lascito del pittore le figlie hanno messo a disposizione del museo più di 160 opere.

    Museo Rudolf Stolz
    Moso, Via Dolomiti, 16
    39030 Sesto
    Tel.0474/710521 - Fax.0474/710318

  • Museum Ladin - Ciastel de Tor

    Nel 1996 la Provincia autonoma di Bolzano ha acquistato castel Tor, allo scopo di allestirvi un museo provinciale. Il castello, denominato 'Museum Ladin Ciastel de Tor', è dedicato alla cultura e alla storia del gruppo etnico ladino. La sua storia ci riporta al XII secolo, quando era il centro del giudizio 'Thurn an der Gader'. Il museo contribuisce fortemente alla divulgazione della storia dei 'Ladini delle Dolomiti': discendenti dell'antica popolazione romanizzata che abitava in questo territorio, costituiscono il più antico dei tre gruppi linguistici viventi in Alto Adige. Grazie agli strumenti multimediali, il visitatore può avvicinare la lingua, la cultura e la storia della popolazione ladina del territorio dolomitico. Gli ambiti tematici proposti dal museo sono l'archeologia (la storia della colonizzazione, 'Sotciastel', dai Reti ai Ladini), la storia (principi, giudici, sudditi), le Dolomiti (formazione, scoperta, esplorazione), la lingua e l'identità ladina (laboratorio linguistico, artigianato artistico), l'economia (nuclei residenziali delle 'Viles', la via del ferro), un punto d'osservazione della storia ladina ('Ladinoscope').

    Castel Tor
    Via Tor, 72
    39030 San Martino in Badia
    Tel.0474/524020 - Fax.0474/524263
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    www.museumladin.it

  • Chiesa parrocchiale di Gais

    Questa chiesa vanta una lunga storia ed è oggi una delle più antiche ed interessanti chiese di campagna di tutto il Tirolo.

  • Chiesa parrocchiale di Villa Ottone

    La Chiesa parrocchiale di Villa Ottone era originariamente romanica, fu poi goticizzata e possedeva anche un preziosissimo altare del cosiddetto "Maestro di Villa Ottone" (ca. 1430-1480), di cui non si conosce oggi il vero nome. Viene considerato uno dei maggiori maestri del periodo gotico e si suppone possa essere stato maestro di Michael Pacher.

  • Cappella di Castel Neuhaus

    La cappella era agli inizi del XVII secolo apprezzata meta di pellegrinaggi. Nel 1999 la famiglia Hofer ha provveduto al totale restauro.

  • Castello di Chela

    Una giornata nera per il Castello di Chela fu il 30 aprile 1944. Quella sera le fiamme che si levavano dal castello si potevano vedere da lontano ed ancora oggi nessuno sa dire come sia scoppiato quell' incendio. Il castello non fu più ricostruito ed è ormai in rovina.

  • Ruderi del Castellotto a Villa Ottone

    Su uno sperone roccioso scosceso su due lati si trovano le rovine del Castellotto. In alto il mastio da cui si dipartono le mura di cinta, più in basso il palazzo e la cappella.